lunedì 17 marzo 2014

All'ultimo sangue!

 Vince compare dalle ombre e attacca Bargle alle spalle

Vince si ripara il volto con l’avambraccio, su cui si piantano alcune schegge volate via dagli scranni. L’aria gli brucia per un momento i polmoni, mentre si avvicina al bersaglio, scavalcando detriti e pezzi di legno fumanti.
Bargle, gli occhi stretti per la rabbia e forse per il dolore, batte a terra il bastone che stringe nella mano destra, che con un lampo rilascia altre tre saette cremisi, dirette ancora verso il guerriero che ha osato insultarlo. I tre dardi rossi si confondono con il sangue di Ultimate Warrior, che strabuzza gli occhi, con il petto squarciato dagli strali magici. L’eroe cade a terra, privo di vita, mentre intorno a lui la battaglia infuria selvaggia.
Nulbo scatena il potere di un incantesimo di costrizione sul pirata, senza ottenere alcun effetto; Fretello Milleroju scaglia due pugnali verso Logen, che in un gesto fluido schiva e arriva ad affondargli il fioretto in una spalla.
Il chierico Mordrammo punta un dito su Lorenzo, i cui occhi rivelano il panico nel sentire i muscoli irrigidirsi e non rispondere più ai comandi, e, infine, l’ultimo agente dell’Anello di Acciaio svanisce.

Vince urla, e appare a metà del balzo compiuto verso Bargle, con la spada sollevata sopra la testa: il suo colpo fende ciò che resta dello schienale dello scranno, a qualche centimetro dal malvagio incantatore, incastrandosi. La zingara protende in avanti una mano e rilascia tre lucenti frecce di energia, che affondano nel fianco di Bargle. Il mago grugnisce e per un attimo i suoi occhi incrociano quelli del ladro. Poi batte ancora una volta il suo bastone per terra, e a Vince resta solo più il ricordo di quegli occhi freddi e beffardi, mentre, bestemmiando, libera la spada.

Bargle non c’è più, la spada del Minotauro svelerebbe un eventuale incantesimo di invisibilità, come succede per Nerelas, che approfitta della paralisi magica di Lorenzo Lupo per ferirlo.
L’elfo, in un moto di rabbia per la perdita dell’amico, scaglia una palla di fuoco su Mordrammo, che viene avvolto e nascosto dalla deflagrazione; il chierico emerge dalle fiamme apparentemente illeso, e, ridendo come solo la follia potrebbe indurre un uomo a fare, avanza verso il gruppo.

La vystana muove le mani davanti a sé, plasmando dall’aria un globo di luce accecante, che scaglia in faccia al pirata, incalzato da Nulbo.
Vince scivola dietro a Fratello Milleroju, impegnato contro Logen, e urla un avvertimento alla compagna: Nerelas, che solo lui può vedere, le si sta pericolosamente avvicinando.
La maga soffia rabbiosamente una parola, l’aria trema e cinque suoi simulacri compaiono a confondere il nemico, che manca il bersaglio.

Lo scontro all’ultimo sangue prosegue: Fratello Milleroju cade sotto i colpi di Logen e Vincent; Mordrammo, impegnato dall’elfo, soccombe all’infallibile magia della maga, che nel frattempo, duplicata nell’aspetto, cerca di star lontana dalle lame di Nerelas.
Vince si teletrasporta di fianco a Feeta: «La baronia e mia!» Il suo fendente viene deviato dalla sciabola del pirata che, nonostante sia ferito e accecato dalla luce magica, tiene testa al gruppo.
Nulbo rincula verso la maga, rotea la mazza e frantuma il cranio del fastidioso agente dell’Anello d’Acciaio, liberando la zingara dalla minaccia.
Il pirata insulta gli avventurieri, e poi incomincia a modulare un fischio, come fosse una sorta di richiamo o un ordine per chissà quale diavoleria.
Vince, preoccupato dal gesto, si sfila dallo scontro, rendendosi invisibile, come fa anche la maga.
«Arrenditi, sei finito!» Logen riesce finalmente a far abboccare ad una finta l’avversario, che recupera però all’ultimo. Nulla può, però, contro il tridente di Heens Hoolt, che gli si pianta con violenza nel petto, gettandolo a terra, esanime.

Dalla botola spunta una mano fugace, che lascia cadere a terra una bottiglia di vetro: con uno sfrigolio il contenuto si libera nell’aria, assumendo la consistenza di un denso fumo verde.
Vince urla un avvertimento ai suoi, poi prova a salire la scala, ma l’estremità è chiusa da una botola.
Il corridoio è bloccato da una grata e gli avventurieri, sanguinanti e feriti per lo scontro, non riescono a pensare a nessun piano per tirarsi fuori dai guai. Uno dopo l’altro respirano il vapore esiziale e, tossendo in sempre più faticosi rantoli, si accasciano a terra.
Infine il silenzio torna a regnare nella stanza, teatro dell’epico scontro.

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